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Disturbi d'ansia e attacchi di panico

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Risponde il dott. Pacini

Categoria
Psicologia
Creato
Martedì, 13 Novembre 2012
Amministratori Gruppo
Dr. ssa Paola Uriati (psicologa), Dott.ssa Martina Iafolla Psicologa Psicoterapeuta , MariaRita, Sperelli, Isabel Zolli, Dr.ssa Daniela La Porta (psicologa)
  • Dr.ssa Daniela La Porta (psicologa)
    Ansia, no grazie. Come gestirla per non subirla (quarta parte)

     

     

    Un percorso on line alla ricerca di un

    nuovo rapporto con se stessi e con l'ansia

    Il quarto ed ultimo articolo articolo avrà come obiettivo quello di comprendere alcune delle strategie che possiamo utilizzare per gestire e non subire l'ansia.

    Che cosa abbiamo visto nella puntata precedente?

    Abbiamo parlato delle possibili cause dell'ansia, ne abbiamo individuate 5 e le abbiamo chiamate: La paura di avere l'ansia, Troppa carne al fuoco, Più cerco di controllare tutto più perdo il controllo, Ansia anticipatoria e profezie che si autoavverano, Bias cognitivo e convinzioni irrazionali.

    In quest' ultimo articolo sul tema dell'ansia andremo a vedere quali possono essere le strategie efficaci per la gestione dell'ansia.


    VOGLIO VERAMENTE LIBERARMI DALL'ANSIA?

    Per prima cosa ci dobbiamo porre questa domanda: 'Voglio veramente liberarmi dall'ansia?'

    'Voglio veramente rinunciare a quella agitazione interiore a cui in fondo sono abituato, che mi occupa il tempo, i pensieri ed anche i dialoghi con me stesso gli amici o i cari?'

    In fondo siamo affezionati alla nostra ansia anche se detto così può sembrare offensivo e superficiale...

    Quello che voglio dire è che decidere di gestire l'ansia dipende fortemente da una propria volontà di cambiare una parte di sé e questo richiede impegno esercizio e allenamento. Siete veramente disposti a intraprendere un cambiamento nei confronti di voi stessi?

    In fondo se ci penso 'mi mette ansia pensare di cambiare per non avere più l'ansia! ...

    ...tuttavia se sono proprio deciso e voglio iniziare ad abbandonare l'ansia... 


    5 PASSI PER GESTIRE E NON SUBIRE L'ANSIA

    1. VALORIZZARE L'ANSIA FUNZIONALE

    Come abbiamo visto nel secondo articolo sull'ansia non sempre l'ansia è una nostra nemica. In alcune situazioni è importante riconoscerla e considerarla come un segnale che la nostra mente e il nostro corpo ci inviano per conseguire un certo obiettivo o per raggiungere uno stato di maggiore benessere. 

     

    L'importante è considerarla e non scansarla: un po' di disagio ce lo crea ma se stiamo attenti a entrarci in contatto e a renderci conto della sua funzione inizieremo a considerarla come una sensazione con cui si può convivere proprio perché ci è utile.

    Nel caso in cui sentiamo che ci crea un disagio forte possiamo porci queste domande:

    - Sto sopravvalutando la situazione che mi crea ansia?

    - Sto sottovalutando me stesso nella capacità di affrontare la specifica situazione?

    - Ho semplicemente bisogno di imparare a conviverci prendendo le giuste misure da essa?

    Se ci rendiamo conto che stiamo vivendo un'ansia eccessiva potremo provare a mettere in atto altre strategie e se proprio non riusciamo ad uscirne sarà opportuno rivolgersi ad un professionista.

     

    2. CONOSCERE: COMPRENDERE COME E QUANDO LA MENTE GENERA ANSIA

    Spesso sento dire “conosco bene la mia ansia”.  Certamente ognuno di noi conosce cosa vuol dire provare ansia. Talvolta siamo un po' meno ferrati sulle reali circostanze in cui proviamo ansia. 

    E' molto importante conoscersi da questo punto di vista: chiedersi quali sono le specifiche situazioni che danno avvio al processo che ci fa 'provare ansia' e cercare i punti in comune fra queste situazioni; riflettere sulle situazioni in cui viviamo un livello accettabile di ansia e siamo in grado di gestirla; domandarsi in che modo e in che situazioni riusciamo a placare la nostra ansia e quando invece l'ansia che proviamo prende il sopravvento riducendo anche la nostra lucidità.

     

    3. METTERE CONFINI ALL'ANSIA: DARE UN NOME A CIO' CHE CI METTE ANSIA

    L'ansia per definizione è una sensazione generalizzata di preoccupazione... eppure è proprio questa indeterminatezza che rende più complesso il processo di 'gestione dell'ansia'.

    E' molto utile imparare a identificare, nella confusione e pervasività dell'ansia che proviamo, che cosa effettivamente attiva la nostra preoccupazione; che cosa ci agita; che cosa ci da quel senso di affaticamento mentale e di oppressione fisica.

    In ogni situazione per quanto possa risultare difficile dare un nome a ciò che ci procura ansia è sempre possibile identificare quel qualcosa che ci fa salire l'ansia: un timore che riguarda il futuro, un pensiero, una immagine visiva, un qualcosa che non possiamo o non riusciamo a controllare...

    Mettere dei confini all'ansia ci permette di compiere un importante passaggio che potremmo descrivere come il passaggio dall'ansia alla paura. La paura come abbiamo visto nel primo articolo sull'ansia è identificabile e nei confronti di essa è possibile attivare in modo più mirato le nostre energie e di conseguenza è possibile fare qualcosa per opporci all'impotenza che ci trasmette tutto ciò che è senza confini e confuso.

    4. DIALOGARE CON SE STESSI: DIALOGARE E DISCUTERE CON LA PROPRIA PARTE ANSIOSA

    I primi tre punti descritti presuppongono la capacità di intraprendere un dialogo interno.

    Abbiamo appena detto quanto sia importante conoscere come funziona la nostra mente e provare a circostanziare di più ciò che ci crea un disagio interno.

    Per far questo è essenziale attivare un dialogo con sé stessi, porsi delle domande, cercare di darsi delle risposte, dialogare con la propria parte più ansiosa cercando di non trattarla male. Già non trattarla male...spesso infatti poiché questa parte da fastidio e fa soffrire si finisce per il provare una sorta di intolleranza e un forte giudizio verso se stessi, verso le proprie debolezze, verso i propri dubbi e le proprie preoccupazioni.

    Spesso sento dire “Non mi sopporto! Perché devo stare così? Perché non riesco a stare tranquillo/a?”.

    Dialogare con se stessi significa avere rispetto per ogni propria parte, anche quella ansiosa, chiedersi cosa accade e perché, essere più comprensivi e accettare anche di provare sensazioni meno piacevoli.

    4. MODERAZIONE: NON PRETENDERE DI AZZERARE L'ANSIA

    Ci sono almeno due motivi che ci portano a concludere che non dobbiamo avere la pretesa di azzerare l'ansia:

    la prima è che l'ansia non è solo una nostra nemica, la seconda è che se fa parte di noi ed è una nostra debolezza dobbiamo imparare ad 'accudirla' e così facendo a gestirla e riportarla a livelli tollerabili.

     

     

     

    Ci stiamo avvicinando  al termine del nostro percorso sul tema dell'ansia

    Vorrei proporvi un'ultima riflessione:

    alla base dell'ansia c'è una richiesta di comprensione che noi facciamo a noi stessi perché c'è qualcosa che non ci fa stare bene e noi non dobbiamo ignorare questa richiesta, bensì entrarci dentro, farla esprimere e allo stesso tempo contenerla.

    Ringrazio tutti coloro che mi hanno scritto e che hanno lasciato il loro commento e tutti coloro che mi hanno seguito silenziosamente.

    Ritengo molto prezioso il vostro contributo per tanti motivi tra i quali tengo a sottolineare: l'importanza di confrontarsi su tematiche delicate come questa perché toccano le nostre parti deboli; l'importanza di condividere il proprio punto di vista che grazie alla sua unicità può dare agli altri motivo di ulteriore riflessione; l'importanza di trattare con 'cura' le nostre piccole e grandi sofferenze il che vuol dire dargli il tempo e lo spazio che meritano e  intraprendere un percorso interno verso il cambiamento e il miglioramento della qualità della propria vita.

    Per questo vi invito ancor più calorosamente a utilizzare questo spazio come luogo di confronto e di scambio e di offrire a tutti i lettori ulteriori spunti di riflessione su come gestire e non subire l'ansia ed in particolare su quali strategie impiegate con riscontro positivoInfine vi chiedo di non esitare a contattarmi nel caso di domande e di riflessioni più delicate che meritano un adeguato spazio di ascolto.

     

    Mercoledì, 18 Luglio 2018 da Dr.ssa Daniela La Porta (psicologa)
  • Dr.ssa Daniela La Porta (psicologa)
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  • Dott.ssa Martina Iafolla Psicologa Psicoterapeuta
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  • Dott.ssa Luana Buono (psicologa)
  • maria
    disturbo post traumatico da stress
    Iniziata da maria Domenica, 11 Maggio 2014 4 risposte

    Gentile dott. Pacini credo che il suo atteggiamento sia un po' indisponente. Non è necessario utilizzare farmaci per il trattamento del DPTS, soprattutto se il paziente vorrebbe evitare. La psicoterapia cognitivo comportamentale associata all'EMDR è un valido aiuto per affrontare e superare le difficoltà che il disturbo comporta. É il terapeuta che, in accordo con il paziente, indica se è necessario o meno un supporto farmacologico. Ovviamente ci sono altri trattamenti altrettanto validi ma consiglio solo ciò che conosco e che ha una base scientifica.

    Ultima risposta di Dott.ssa Luana Buono (psicologa) il Sabato, 03 Febbraio 2018
  • Alexarzano
    Depressione ansia
    Iniziata da Alexarzano Domenica, 05 Novembre 2017 1 Risposta

    Salve, allora l'ansia e l'apprensione in questi casi sono assolutamente normali, a maggior ragione se in prima linea il medico fa scattare delle paure e si pone in modo allarmante. Detto ciò, lei ha sentito un secondo parere, questa volta però di un esperto, ed ha escluso qualsiasi patologia o qualsiasi altro campanello d'allarme. In questi casi si scatena in noi un accumulo di energie rivolte verso quel determinato pensiero, tanto da farci dimenticare il resto.
    Il mio consiglio è, in primis, quello di cercare di allontanare questi pensieri, sicuramente non sarà facile, ma può provare magari a concentrare le sue energie sul lavoro, su un hobby in particolare o anche svolgendo attività fisica, perchè in questi casi è importante capire che lei non sta realmente male, bensì tutto ciò che lei prova è solamente nella sua testa, in quanto lo specialista ha escluso qualsiasi patologia grave che possa essere ricollegata ai risultati delle analisi. Ma le ha solamente consigliato di tenersi sotto controllo, quindi ciò che lei deve capire è il fatto che sta bene ed è in buona salute.
    In secondo luogo, qualora non sia sufficiente concentrare la propria attenzione alle attività sopra citate, potrebbe aiutarla la tecnica del training autogeno, una tecnica proprio di rilassamento che permette di ritrovare un benessere psicofisico, gestire lo stress e l'ansia. E' un esercizio che può essere fatto anche da soli in quanto abbastanza semplice e della durata di 10-15 minuti, ma dal momento che lei accusa anche uno stato di ipocondria legato alla preoccupazione, potrebbe provare a fare qualche esercizio di training rivolgendosi ad uno specialista, che sia psicologo o psicoterapeuta, della sua zona in modo da poter alleviare la tensione. In seguito può anche ripetere gli esercizi in maniera indipendente.
    Prima però di ricorrere a questo, le consiglio di mettere in atto il primo punto da me suggerito e concentare l'attenzione "sentendo" il suo corpo e la sua mente, sentendo che sta bene, vivendo il suo lavoro, la sua famiglia e i suoi hobby al massimo e vedrà che la tensione e l'ansia lasceranno spazio al benessere, perchè se concentra le sue energie su altro non avrà tempo di sprecare energie per la paura e l'ansia legate ai risultati, fissi l'attenzione non su ciò che ha detto il medico ma su quello che le ha detto lo specialista.

    Ultima risposta di MariaRita il Martedì, 07 Novembre 2017
  • Carlo
    Ansia anticipatora ed attacchi di panico
    Iniziata da Carlo Domenica, 22 Gennaio 2017 1 Risposta

    Buongiorno Carlo. Innanzitutto il nome corretto della molecola è inositolo. Non isonitolo. E il suo medico, che conosce la sua storia clinica, potrà consigliarla al meglio su dosaggi ed efficacia di un nutriente vitamino- simile che alcuni siglano come vitamina B7. Dal punto di vista psicologico, è importante comprendere la relazione tra ansia anticipatoria ed attacco di panico, quante volte si manifesta l'attacco, in quali circostanze. Solo in questo modo si possono comprendere meglio le cause che legano l’attacco di panico allo stato ansioso anticipatorio, (che non sono mai casuali) e al fine di cercare rimedi e soluzioni per superare la criticità. Spesso si ricorre a rimedi di tipo farmacologico, molto utili per gestire gli impegni quotidiani e per non privare la persona di quelle autonomia necessarie per un buon adattamento alla realtà quotidiana; ma per risolvere definitivamente le cause legate all’ansia che poi scatenano gli attacchi di panico è indispensabile che ogni persona comprenda i meccanismi all’origine della manifestazione. Un qualunque sintomo è come un "allarme" che si attiva per parlarci di noi. In realtà è un "alleato" ed è importante imparare ad ascoltarlo per dar voce alla paura, alla sofferenza, al dolore, a tutto ciò che prende spazio nell'inconscio e fatica ad arrivare alla consapevolezza.… E' importantissimo imparare a conoscersi e soprattutto a riflettere in maniera consapevole sulla propria vita, le relazioni passate e presenti, gli obiettivi. Per questa ragione una psicoterapia può dare queste risposte perché direttamente rivolta ad individuare e rimuovere le cause profonde e potenzialmente scatenanti tale situazione. Buona giornata!

    Ultima risposta di Elisa Stefanati il Martedì, 24 Gennaio 2017
  • Luigi
    Integratori per stato Di ansia/stress
    Iniziata da Luigi Mercoledì, 15 Giugno 2016 1 Risposta

    Caro Luigi, premetto che non sono un dottore, tuttavia posso affermare con buona sicurezza che la sostanza da te citata, anche nota come fluoxetina, appartiene alla classe di molecole definite SSRI ovvero inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina. La loro azione comporta che il neurotrasmettitore definito serotonina non venga allontanato dal sistema nervoso. La serotonina che non viene allontanata si lega ai recettori sui neuroni e ne inibisce l'eccessiva scarica tipica di stati depressivi ed ansiosi, Per concludere la molecola da te citata viene impiegata come antidepressivo tuttavia è spesso utilizzata a dosi minori (negli integratori appunto) come ansiolitico e calmante. Spero di essere stato abbastanza chiaro anche perché spiegare come queste molecole agiscono sul cervello in parole semplici non è facile

    Ultima risposta di Dario Di Pietro il Giovedì, 16 Giugno 2016
  • emy
    attacchi di panico
    Iniziata da emy Martedì, 05 Marzo 2013 2 risposte

    Gentile Emy,
    la diagnosi è indispensabile per poter definire una cura che porti ad una guarigione, se non altro a capire se quanto lamenta è curabile oppure guaribile e pure (soprattutto in caso di valutazione cognitivo comportamentale) anche in quale percentuale
    dr paolo zucconi psicoterapeuta a udine

    Ultima risposta di Dott. Paolo Zucconi (sessuologo. psicoterapeuta comportamentale) il Domenica, 25 Gennaio 2015
  • Gianna
    Tremore alle gambe e nausea
    Iniziata da Gianna Lunedì, 22 Dicembre 2014 1 Risposta

    Carissima Gianna, senza dubbio i sintomi da lei descritti sono molto generici e potrebbero dipendere sia da uno stato ansioso che da una sindrome influenzale a carico dell'intestino (specialmente la nausea in quest'ultimo caso).
    Una volta passato il virus, dovrebbe verificare se i sintomi persistono per capire se la causa principale del malessere può essere l'ansia da lei segnalata.

    Ci faccia sapere, i nostri specialisti sono a sua disposizione per qualsiasi dubbio!

    Una buona giornata da tutto lo staff di okmedicina.it

    Ultima risposta di Debora3 il Martedì, 23 Dicembre 2014
  • mipar40
    dismettere l'alprazolam
    Iniziata da mipar40 Mercoledì, 09 Luglio 2014 1 Risposta

    Gentile Mipar,
    in genere questo tipo di farmaco va dismesso gradualmente e sotto la guida di uno psichiatra (possibilmente lo stesso che glielo ha prescritto).
    Lei ha solo consultato occasionalmente degli specialisti?

    Ultima risposta di Debora3 il Mercoledì, 09 Luglio 2014
  • maria
    disturbo post traumatico da stress
    Iniziata da maria Lunedì, 12 Maggio 2014 2 risposte

    Grazie Dott. Simone!

    Ultima risposta di maria il Martedì, 13 Maggio 2014
  • marisa
    fame d'aria
    Iniziata da marisa Sabato, 25 Gennaio 2014 3 risposte

    Rimosso

    Ultima risposta di Dott. Marco Zappalà Psicologo il Mercoledì, 30 Aprile 2014
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